ARCHEOLOGIA E PALEONTOLOGIA

E’ stato Giovanni Mannino a chiudere uno scavo, raggiunto il deposito a ertebrati fossili del Pleistocene, rinvenendo alla profondità di sei metri mezzo molare di Elephas mnaidriensis.   Lo stesso ha accertato una sequenza di  strati che vanno dal XII secolo fino all’Epipaleolitico con due sepolture mesolitiche. La Grotta della Molara è l’unica cavità, sia nella provincia di Palermo che in quella di Trapani, che conserva il suo deposito antropozoico intatto, grazie anche alla particolare morfologia dell’antegrotta. Su “Grotta della Molara” è in corso di avanzata elaborazione uno studio esaustivo. Uno studio specifico di Giovanni Mannino, per i tipi dell’Istituto Siciliano Studi Politici ed economici, “Guida alla preistoria del Palermitano”, riporta, tra l’altro, quanto segue: Contrada Pietrazzi, Grotta della Molara. Pa. n. 53. Gli scavi, che mi sono stati affidati dal  Soprintendente prof. Vincenzo  Tusa, hanno accertato una sequenza di strati che vanno dal XII secolo fino, all’Epipaleolitico con due sepolture mesolitiche. Ho chiuso lo scavo raggiunto il deposito a vertebrati fossili del Pleistocene rinv enendo alla profondità di m 6 mezzo molare di Elephas mnaidriensis. F°249 II N.O., Torretta; UTM: UC51502360, Quota: m 90, Sviluppo 100. MANNINO G. 1959, 1961, 1962, 1975, 1976, 1976 1997; DI STEFANO C. A.,

MANNINO G., 1983.

Contrada Pietrazzi, Grotta dei Pietrazzi. Pa. n. 182.

La cavità è ubicata a monte della Grotta della Molara e secondo il progetto da progetto da me presentato alla Soprintendenza ai Monumenti dovrebbe rientrare nel Parco Speleoarcheologico della Molara con la Grotta degli Spiriti (Pa. n. 181). Segnalo fra il pietrame alla base del pozzo ossa fossili di Elephas falconeri ed Iena crocuta (Museo Geologico “G.G. Gemmellaro”)F°249 II N.O., Torretta; UTM: UC51222356, Quota: m 170, Sviluppo m 170,37; MANNINO G., 2004.