Le Grotte
La Flora
Archeologia
e
Paleontologia
Estensione
e
Zonizzazione
Stato
di
Consistenza
Già dal 1960 Roewer dà notizia che nella Grotta Molara il Cerruti raccolse ragni.
Soltanto a partire dal 1978, anno in cui vengono effettuate le prime ricerche biospeologiche nella Grotta Molara, si delinea un particolare interesse per la fauna di questa cavità.
Fino ad oggi gli unici dati sulla fauna sono stati quelli forniti dai lavori di Caruso D., 1995 e Caruso D. & Costa G., 1978 in cui vengono citate soltanto tre specie (1 Araneide, 1 Isopode Oniscoideo, ed 1 Diplopode). Il materiale raccolto dal Prof. Domenico Caruso, coadiuvato per le Province di Palermo e Trapani da Giovanni e Maria Mannino, Vito Buffa e Marco Miceli, negli anni seguenti fu affidato a specialisti e si può definire come il punto di partenza per la costituzione di un catalogo faunistico.
Le specie animali rinvenute e determinate nel corso di quella ricerca sono ben lungi dall’essere definitive e questo numero è sicuramente destinato a crescere notevolmente in relazione all’eventuale sviluppo delle ricerche.
Delle tre specie, rinvenute all’interno della grotta, tutte sono di estremo interesse scientifico poiché endemiche di Sicilia e rinvenute soltanto in pochissime altre cavità.
Ricordiamo la Cerrutia molara Roewer, Araneide endemico e troglofilo con dubbie affinità con specie americane.L’Orphanoiulus dinapolii Strasser  è invece un Diplopode endemico noto esclusivamente per le grotte Molara, dei Puntali (Carini), Impisu (Sferracavallo) e Grotta Conza.
Di notevole interesse è stato il ritrovamento di Trichoniscus alexandrae  Caruso. Si tratta di una specie troglobia. Fa capo a quel gruppo di Trichoniscidae caratterizzati dall’avere sul corpo delle formazioni glandulopilifere.
La presenza di Vertebrati ed in particolare quella dei Chiroptera (Rhinolophus ferrumequinum e Myotis myotis) e dei Muridae, che frequentano abitualmente questa cavità, contribuisce all’apporto di materiale organico dovuto ai resti di pasto e agli escrementi che rappresentano un’importante fonte alimentare per le comunità animali cavernicole.
Le difficoltà della ricerca ed il suo notevole interesse  rafforzano l’idea di dover continuare ed approfondire le indagini, tenuto anche conto che lo studio dell’evoluzione delle faune cavernicole riveste notevole interesse scientifico, sia per gli adattamenti acquisiti dalle specie che per quelli in via di perfezionamento.
La ricerca è particolarmente interessante perché le conoscenze biospeologiche relative alla Sicilia centro-occidentale sono alquanto limitate e le indagini sistematiche ed organiche sulle grotte siciliane molto scarse. Del resto ricerche sporadiche da noi effettuate negli ultimi anni hanno permesso di scoprire per la prima volta in Sicilia, all’interno della Grotta Molara, la presenza di Coleotteri della Famiglia Pselafidae (Spena M.T. e Grasso R., in verbis).
Questa scoperta è di notevole importanza nel panorama scientifico mondiale in quanto in Sicilia non sono stati mai rinvenuti all’interno di grotte esemplari appartenenti a questo taxon. Questa specie merita di essere ancora accuratamente ricercata e studiata e per la quale non è escluso che possa trattarsi di una nuova specie troglobia. Ciò giustifica anche l’importanza di poter effettuare delle ricerche sistematiche  ed organiche.
Copyright © Grotta della Molara 2009 - Tutti i diritti riservati - Powered by Antonino Reitano